Willow, Borsalino

Willow in mostra alla GNAM

Willow in mostra alla GNAM

Willow approda alla GNAM!

L’appuntamento a Roma è per la prossima estate, quando da luglio ad ottobre la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, in collaborazione con pptArt, prima piattaforma di crowdsourcing di arte, organizzerà una mostra dedicata alla Corporate Art e intitolata “Corporate Art – L’azienda come oggetto d’arte”.

 

L’obiettivo sarà proprio valorizzare il ruolo di manager e imprese che hanno saputo reinterpretare la relazione tra il mondo del business e la creatività artistica. Si punta così a recuperare la tradizione di collaborazione e interazione tra i due mondi, valorizzando i segnali recenti di una riscoperta delle potenzialità artistiche all’interno dei processi di marketing, responsabilità sociale e comunicazione aziendale.

Willow parteciperà alla mostra con i suoi cappelli Borsalino dipinti a mano, che saranno esposti accanto ad un’opera di Romero Britto realizzata per Absolut Vodka, una Vespa personalizzata dal torinese Ugo Nespolo, il progetto “Pacco d’artista” di Poste Italiane di Mastrovito in collaborazione con Giubilarte. E poi ancora l’American Express presenterà un’opera di Gianluigi Colin, Fabbri una scultura luminosa di Marco Lodola, e Marcello Reboani sarà in mostra con la sua Vespa neopop.

Willow, Borsalino
Willow, Borsalino

Il dialogo tra arte e impresa si fa di norma risalire al fermento artistico degli anni ’60, quando nel pieno dell’ascesa economica mondiale, Andy Warhol esprimeva la sua critica della società dei consumi riproducendo in serie scatole di zuppa e confezioni di Corn Flakes. Tuttavia Warhol, avendo costruito il suo successo personale sui meccanismi dei mass-media, sapeva apprezzare e riconoscere la complessità del mondo aziendale, tanto da affermare di aver iniziato la carriera come uno dei tanti “commercial artist” e di averla finita come “business artist” di successo.

Ma pochi ricordano che già all’inizio degli anni ’20, in un contesto pervaso dall’entusiasmo per la nascente società dei consumi e dalla ventata di creatività che la comunicazione aziendale stava introducendo nel mondo dell’arte, il manifesto dada di Tristan Tzara affermava provocatoriamente che “anche la pubblicità e gli affari sono elementi poetici”.

Siamo quindi di fronte ad una parabola che si apre con l’entusiasmo dada e futurista per il mondo della pubblicità e che si chiude, mezzo secolo dopo con la Pop Art e la sua feroce critica della massificazione e del livellamento sociale.

Willow, Borsalino
Willow, Borsalino

Spenti ormai i fuochi e le passioni intorno alla società dei consumi e al sistema produttivo, oggi l’impresa è tornata ad essere una scatola fredda e impersonale, relegata al ruolo di mecenate passivo di eventi culturali. Si è andata progressivamente ampliando la contrapposizione tra l’arte, tempio indiscusso della libertà e della creatività, e il mondo aziendale, arido tentativo della mente umana di introdurre un ordine razionale nel caos dei mercati e dei desideri umani. Raramente si considera il business come una fonte di complessità e bellezza in grado di fornire nuovi spunti all’arte stessa.

Il mondo dell’arte, nel rifiutare a priori questo confronto, si è spesso privato di un interessante campo di esplorazione, come la mostra “Corporate Art” alla GNAM dimostrerà.

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