• Inaugura il 26/6 alla GNAM la mostra Corporate Art. Tra gli artisti anche Willow

    Inaugurerà il 26 giugno alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma la mostra Corporate Art, l’azienda come oggetto d’arte. Tra gli artisti esposti anche Willow che presenterà alcuni suoi prodotti realizzati in collaborazione con aziende italiane come Borsalino, Motta e Panini.

    La mostra sarà visitabile fino al prossimo 11 ottobre.

    Comix Special Edition 2014/2015

    Comix Special Edition 2014/2015

    La Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, in collaborazione con pptArt, prima piattaforma di crowdsourcing di arte, e con LUISS Creative Business Center, ha lanciato un invito ad artisti e aziende per un’esposizione sul tema Corporate Art volta a valorizzare la relazione tra il mondo del business e la creatività artistica.

    L’obiettivo dell’esposizione è quello di recuperare la tradizione di collaborazione e interazione tra i due mondi, valorizzando i segnali recenti di una riscoperta delle potenzialità artistiche all’interno dei processi di marketing, responsabilità sociale e comunicazione aziendale.

    Molte aziende hanno risposto all’appello selezionando una o più collaborazioni con il mondo dell’arte aventi per oggetto la Mission o la Corporate Image aziendale. La Galleria, in collaborazione con pptArt, ha selezionato le proposte in base al valore artistico e alla rispondenza dell’opera d’arte con il DNA dell’impresa, escludendo opere commissionate in un’ottica di mecenatismo che non hanno legami con l’immagine aziendale.

    Tra le opere esposte si segnala l’immagine aziendale di Esso nelle opere di Afro Basaldella, Paolucci, Santomaso, Vespignani; le opere realizzate da Guttuso, Mafai, Paladino, Guzzi per arredare il caffè Strega di Via Veneto dove nacque il Premio Strega; Bacardi Martini con due cartelloni pubblicitari di Cappiello e Riccobaldi. 

    Parteciperanno anche alcuni artisti internazionali contemporanei. Tra questi l’artista neo-pop americano Romero Britto con tre opere realizzate per Absolut Vodka; due gift card realizzate da Peter Max per American Express; e “The Turbine” del Corporate Artist inglese David Harber.

    Borsalino con Willow

    Borsalino con Willow

    Saranno in mostra anche alcune opere di artisti italiani contemporanei, quali  una Vespa personalizzata dall’artista torinese Ugo Nespolo, realizzata in occasione della mostra “La Vespa e il Cinema” organizzata dalla Fondazione Piaggio; il progetto “Pacco d’artista”, con l’opera di Andrea Mastrovito per Poste Italiane in collaborazione con Giubilarte; American Express con un’opera di Gianluigi Colin; i cappelli di Borsalino dipinti a mano dall’artista Willow; una scultura luminosa di Marco Lodola per Fabbri; una Vespa dell’artista neo-pop Marcello Reboani, ideatore del concetto dei Must-Have.

    Tra le aziende partecipanti: American Express, Bacardi-Martini, Banca Ifis, Caffarel, ESSO, Perfetti, Piaggio, Poste Italiane, Sisal, Strega, Telecom Italia.

    Motta con Willow

    Motta con Willow

    Arte e business: un rapporto di amore-odio lungo un secolo
    Nel pieno del fermento artistico degli anni 60, all’apice di un rapido sviluppo economico che aveva portato gli Stati Uniti a diventare la prima potenza mondiale, Andy Warhol esprimeva la sua critica della società dei consumi riproducendo in serie scatole di zuppa e confezioni di Corn Flakes. Avendo costruito il suo successo personale sui meccanismi dei mass-media, Warhol sapeva apprezzare e riconoscere la complessità del mondo aziendale tanto da affermare di aver iniziato la carriera come uno dei tanti “commercial artist” e di averla finita come “business artist” di successo.
    Prima della Pop Art, già all’inizio degli anni 20, in un contesto pervaso dall’entusiasmo per la nascente società dei consumi e dalla ventata di creatività che la comunicazione aziendale stava introducendo nel mondo dell’arte, il manifesto dada di Tristan Tzara affermava provocatoriamente che “anche la pubblicità e gli affari sono elementi poetici”.
    Una parabola, quindi, che si apre con l’entusiasmo dada e futurista per il mondo della pubblicità e si chiude, mezzo secolo più tardi, con la Pop Art e la sua feroce critica della massificazione e del livellamento sociale.
    Spenti ormai i fuochi e le passioni intorno alla società dei consumi e al sistema produttivo, oggi l’impresa è tornata ad essere una scatola fredda e impersonale, relegata al ruolo di mecenate passivo di eventi culturali. Si è andata progressivamente ampliando la contrapposizione tra l’arte, tempio indiscusso della libertà e della creatività, e il mondo aziendale, arido tentativo della mente umana di introdurre un ordine razionale nel caos dei mercati e dei desideri umani. Raramente si considera il business come una fonte di complessità e bellezza in grado di fornire nuovi spunti all’arte stessa.
    Il mondo dell’arte, nel rifiutare a priori questo confronto, si è privato di un interessante campo di esplorazione.

    Per maggiori info clicca qui.

    (Visited 134 times, 1 visits today)

    Comments

    comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook